Cos’è la stagnatura dei metalli e quali sono le sue principali applicazioni?
Possiamo definire la stagnatura come il processo attraverso il quale un sottile strato di stagno viene depositato uniformemente sulla superficie di diversi tipi di materiale. Il principale scopo della stagnatura è di tipo protettivo, e non a caso questo trattamento è vastamente utilizzato anche in ambito alimentare.
La stagnatura può avvenire direttamente sulla superficie dei materiali base, una volta che questi sono stati sottoposti a dovute operazioni preliminari quali ad esempio sgrassatura, decapaggio e attivazione. In alternativa, il trattamento di stagnatura può avvenire su sottostrati di rame o di nichel e ha, in quel baso, una funzione di “barriera”.
Tipicamente, lo strato di stagno depositato sui materiali ha un aspetto lucido che viene garantito da opportuni additivi aggiunti alla soluzione elettrolitica. Tuttavia, la stagnatura delle superfici può anche avere una finitura opaca.
Le applicazioni classiche del trattamento di stagnatura dei metalli sono:
- Settore alimentare
- Settore elettronico
- Settore elettrotecnico
Nello specifico, si attua la stagnatura di manufatti quali:
- Utensili destinati all’industria alimentare
- Staffe
- Barre
- Viti
- Giunzioni elettriche
- Contatti elettrici
- Piccole connessioni saldabili
Per quanto riguarda invece i metalli che possono essere sottoposti a stagnatura, essi sono:
- Zama
- Rame
- Ottone
- Alluminio
- Ferro
- Ghisa
La stagnatura dei metalli è disciplinata dalle normative UNI-ISO 2093, UNI 5083 e UNI 5701.
In generale, la stagnatura si attua dopo lo sgrassamento chimico delle superfici da trattare, in modo che queste siano prive di qualunque traccia di grassi o oli.
Nella stagnatura statica, i manufatti da trattare vengono opportunamente agganciati a opportuni telai che sono pensati per garantire risultati di massima gradevolezza estetica e una massimizzazione della performance di resistenza alla corrosione.
Nel caso di stagnatura a rotobarile, i manufatti da trattare dovranno scorrere all’interno del rotobarile senza produrre grovigli e masse. Tipicamente, la stagnatura a rotobarile viene effettuata su componenti di piccole o piccolissime dimensioni.